Dott. Cirillo Marco
Cardiochirurgia
Specialista in Chirurgia del Cuore e delle Grandi Arterie
Cardiochirurgo Consulente Senior
Istituto Clinico San Rocco, Gruppo San Donato
Ome, Brescia
Responsabile Unità di Chirurgia dello Scompenso Cardiaco
Fondazione Poliambulanza, Brescia (1998-2025)
Responsabile Unità Funzionale di Cardiochirurgia
Casa di Cura Villa Torri, Bologna (1992-1998)
Aiuto Residente
Casa di Cura Villa Maria Cecilia, Lugo, Ravenna (1987-1992)
in equipe con vari Cardiochirurghi internazionali: Jean-Yves Neveux, Marko Turina, Heinrich Boss
Clinical Investigator in trial internazionali
Responsabile scientifico di progetti diagnostico-terapeutici multidisciplinari
Docente per Università Cattolica del Sacro Cuore
Formazione
Ha conseguito Laurea con Lode in Medicina e Chirurgia nel 1984 e Specializzazione con Lode in Chirurgia del Cuore e Grandi Arterie nel 1989 presso l’Università degli Studi di Bologna.
Nel 2025 ha conseguito il Master Universitario in Ecocardiografia presso l‘Università degli Studi di Verona.
Esperienza chirurgica
Nella sua carriera ha affinato un approccio chirurgico orientato alla massima efficacia con il minimo impatto per il paziente, maturando una particolare esperienza nella gestione dei casi complessi.
Aree di competenza distintive:
- Riparazione fisiologica della valvola mitrale
- Ricostruzione del ventricolo sinistro con tecnica originale
- Chirurgia dell'aorta toracica e dell'arco aortico
- Cardiochirurgia tradizionale a ridotto impatto per il Paziente
- Casi complessi: reinterventi, endocarditi, disfunzione ventricolare, complicanze di procedure transcatetere (TAVI, MitraClip).
Ha ideato tecniche originali che hanno ottenuto riconoscimenti internazionali: la procedura “KISS” per la ricostruzione del ventricolo sinistro, che consente il recupero fisiologico della meccanica ventricolare dopo un infarto anche esteso; la tecnica “Total No-touch Aorta” per il bypass coronarico a cuore battente senza traumatismo sull’aorta e la metodica “NINFEA” per la stabilizzazione anulare nelle endocarditi infettive.
Queste tecniche hanno permesso di ridurre significativamente la mortalità ospedaliera anche in casi a rischio molto elevato.
Ha eseguito circa 6.000 interventi come primo operatore.
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